Osteoporosi maschile

L’osteoporosi è una malattia dell’apparato scheletrico che conduce ad una conduce a bassa densità minerale dell'osso e modifiche della sua microarchitettura, ciò si traduce in minore forza, resistenza e aumentato rischio di fratture

Pur essendo una malattia a maggior frequenza nelle donne dopo la menopausa, la sua presenza nell’uomo è sottostimata, e soprattutto la malattia frequentemente non viene trattata.
Le complicanze di frattura, in particolare al femore, sono tuttavia più gravi negli uomini rispetto alle donne.

Nella popolazione italiana 6,5 milioni di persone soffrono di osteoporosi, la sua prevalenza aumenta con l’età e raggiunge il 30,5% della popolazione oltre i 74 anni: 44,9% delle femmine e 9,2% dei maschi (dati ISTAT 2021).

Quali sono i fattori di rischio per l’osteoporosi nel maschio?

Mentre nella donna prevale la forma di osteoporosi legata all’età post menopausale, nell’uomo nel 65-70% dei casi è forma secondaria ad altre patologie.

Tra le cause più comuni documentiamo l’ipogonadismo, ovvero una situazione legata a bassi livelli di testosterone. Il maschio ipogonadico ha una perdita di massa ossea del 5% all’anno, contro una perdita di massa ossea dello 0,5% del soggetto non ipogonadico.

Oltre a questo, altre cause possono essere:

  • Malattie croniche, come il diabete o l’ artrite reumatoide
  • Utilizzo di alcuni farmaci, in particolare cortisonici, alcuni antiepilettici
  • Malattie gastrointestinali e neurologiche
  • Ipertiroidismo
  • Abitudini quali il fumo di sigaretta e abuso alcolico
  • Ridotta massa muscolare
  • Carenza di vitamina D

Come si fa diagnosi di osteoporosi maschile?

Viene utilizzata la densitometria ossea (DEXA: dual energy x-ray absorptiometry), strumento che usa una piccola dose di raggi X per valutare la quantità di calcio e altri minerali in una specifica area dell’osso: colonna vertebrale e femore. La misura della densità minerale ossea viene confrontata con quella media di giovani adulti e la differenza espressa come T-score: un T-score inferiore a - 2,5 deviazioni standard rispetto alla misura della popolazione di riferimento giovane adulta indica la presenza di osteoporosi.

Chi dovrebbe fare una densitometria ossea?

Uomini di età superiore ai 70 anni.

Uomini di età fra i 50 e 69 anni se presentano storia di fratture dopo i 50 anni o con uno dei fattori di rischio sopra elencati.