Gli interferenti endocrini sono un insieme di varie sostanze chimiche, non naturali ma di sintesi, che interferiscono con l’azione di un ormone in vario modo, molto spesso per analogia di struttura con esso.

Possiamo immaginare l’azione dell’ormone come una chiave che apre un lucchetto (agisce su un recettore): l’interferente può avere una struttura simile in grado ugualmente di aprire il lucchetto, ma in momenti non opportuni, dando un segnale quindi svincolato dai precisi sistemi di regolazione endocrina. In altri casi l’interferente blocca il lucchetto, non lo apre ma resta attaccato ad esso impedendo l’azione del vero ormone. E’ anche possibile che l’interferente agisca su più lucchetti di funzione endocrina, con conseguenze su più ghiandole.

L’ interferenza più nota è quella sui recettori per gli estrogeni, presenti sia nei maschi che nelle femmine, in cellule di vari organi: cervello, osso, vasi sanguigni, organi riproduttivi. Interferiscono sulla salute soprattutto con l’esposizione in alcuni particolari momenti della vita: durante lo sviluppo fetale o puberale, o nella riproduzione. Aumentano il rischio di disfunzioni a carico della tiroide, dello sviluppo puberale e della crescita e aumentano il rischio di obesità e diabete.

L’insieme delle molecole identificate come interferenti endocrini è molto eterogeneo e in continua revisione. Sono state studiate varie sostanze chimiche utilizzate come:

  • solventi o lubrificanti
  • plastiche, plastificanti
  • pesticidi
  • fungicidi
  • antibatterici
  • materiale tessile
  • cosmetici

Come si viene a contatto con gli interferenti?

In vario modo, tramite gli alimenti o acque contaminate, l’inalazione, il contatto con la pelle, il passaggio con la placenta o il latte materno.
Grosso interesse hanno destato negli ultimi 20 anni le micro e nano plastiche per le loro enormi produzioni, la lunga persistenza nell’ambiente, l’ingresso nella catena alimentare e i potenziali effetti su vari assi endocrini.

L’interesse verso gli effetti degli "endocrine disrupters" è progressivamente cresciuto, in relazione alla crescita parallela della produzione di sostanze chimiche e crescita globale delle malattie endocrine. Nel 2023 la Commissione Europea ha disposto una modifica dell’ etichetta dei prodotti chimici in base a classi di rischio legate anche all’ interferenza endocrina sull’uomo e sull’ambiente: da Maggio 2025 questa risulterà obbligatoria.

Buoni comportamenti per ridurre la presenza di microplastiche negli alimenti:

  • preferire cibi freschi
  • ridurre/eliminare cibi in scatola
  • ridurre il consumo di cibi e bevande in confezioni di plastica, specie in gravidanza e nell’età neonatale
  • incoraggiare fin da piccoli i bambini ad imparare a utilizzare e cuocere cibi freschi
  • non scaldare i contenitori di plastica nel microonde
  • non lavare in lavastoviglie i contenitori di plastica
  • evitare di bere acqua conservata in bottiglie di plastica esposte ad alta temperatura
  • dare preferenza ad alimenti conservati in vetro o acciaio inossidabile
  • non dare ai bimbi latte caldo in contenitore di plastica
  • non congelare nel freezer alimenti avvolti in pellicola di plastica

Fonti

ISSsalute, website “Endocrine disrupting chemicals: threats to human health. Pesticides, plastics, forever chemicals and beyond”, the Endocrine Society; published online Feb 2024 European Union Website