Gli interferenti endocrini sono un insieme di varie sostanze chimiche, non naturali ma di sintesi, che interferiscono con l’azione di un ormone in vario modo, molto spesso per analogia di struttura con esso.

Possiamo immaginare l’azione dell’ormone come una chiave che apre un lucchetto (agisce su un recettore): l’interferente può avere una struttura simile in grado ugualmente di aprire il lucchetto, ma in momenti non opportuni, dando un segnale quindi svincolato dai precisi sistemi di regolazione endocrina. In altri casi l’interferente blocca il lucchetto, non lo apre ma resta attaccato ad esso impedendo l’azione del vero ormone. E’ anche possibile che l’interferente agisca su più lucchetti di funzione endocrina, con conseguenze su più ghiandole.
L’ interferenza più nota è quella sui recettori per gli estrogeni, presenti sia nei maschi che nelle femmine, in cellule di vari organi: cervello, osso, vasi sanguigni, organi riproduttivi. Interferiscono sulla salute soprattutto con l’esposizione in alcuni particolari momenti della vita: durante lo sviluppo fetale o puberale, o nella riproduzione. Aumentano il rischio di disfunzioni a carico della tiroide, dello sviluppo puberale e della crescita e aumentano il rischio di obesità e diabete.
L’insieme delle molecole identificate come interferenti endocrini è molto eterogeneo e in continua revisione. Sono state studiate varie sostanze chimiche utilizzate come:
- solventi o lubrificanti
- plastiche, plastificanti
- pesticidi
- fungicidi
- antibatterici
- materiale tessile
- cosmetici